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Terapia Roosevelt

SINOSSI

E’ la storia di un giornalista estremamente timido. Sandro, il protagonista, riuscirà a superare la sua emozione paralizzante grazie anche ad un metodo sperimentato di un famoso psichiatra inglese: immaginare lì interlocutore seduto su un water, lo aiuta a superare le inibizioni.

La sua vita inizia a cambiare e nel suo cuore si fa spazio Susanna.

LA TRAMA

Sandro De Vito è un giornalista televisivo che non riesce a vincere la sua timidezza ed evita in tutti i modi di apparire in video. Un giorno il direttore lo invita a sostituire un collega, per intervistare un importante uomo politico e gli impone di preparare un programma tv, da condurre in diretta. Sandro viene preso dal panico e non sa che fare. La fortuna però gli viene incontro e riesce ad ottenere un appuntamento con un noto specialista.

Il tempo a disposizione è poco, ma il medico, un eccentrico psicoterapeuta inglese, decide di aiutarlo ugualmente.

Sandro non vedrà nell’interlocutore l’apparente supremazia del suo ruolo pubblico ed istituzionale, ma soltanto quello che egli è: un uomo come tutti gli altri. Lo immaginerà nell’atto di espletare naturali esigenze fisiologiche. Questo è il metodo Roosevelt.

Anche se ha superato il primo ostacolo, Sandro deve essere in grado di parlare in pubblico e di condurre una trasmissione televisiva. Susanna, una sua collega, lo incoraggia, ma non basta. Ancora una volta gli viene in aiuto il suo medico che, in questo caso, utilizza un metodo comportamentale “La Spallata”. Sandro viene condotto a sua insaputa in un teatro e spinto sul palcoscenico per parlare davanti al pubblico, formato da persone che con lo stesso metodo sono riuscite a vincere la timidezza.

Molte cose per Sandro stanno finalmente cambiando e forse Susanna avrà un posto speciale nella sua nuova vita…

NOTE DI REGIA

In questo film ho voluto proporre il tema della timidezza perchè ritengo che questa sia una emozione che appartiene alla maggior parte degli esseri umani di cui, però, molti si vergognano, tendendo a nasconderla e a soffocarla. Per lo più, infatti, la timidezza viene vista come un handicap, soprattutto in questa nostra epoca di debordante appeal catodico in cui l’apparire è diventato molto più importante dell’essere, con il risultato che molti vogliono essere protagonisti a tutti i costi, sia nella gioia sia nel dolore, senza alcun pudore.
A mio avviso, invece, un pò di riservatezza e di timidezza potrebbero rendere questa nostra vita meno volgare.
Spero che, con questo film, le persone timide riescano a vedere in questa loro intima emozione una fonte di ricchezza, una risorsa interiore che l’eleganza della loro anima. Come dice una mia amica, è venuta l’ora che la timidezza diventi famosa.

Vittorio Muscia

NOTE DI PRODUZIONE

Il film è stato girato tra il Lazio e Umbria. Il 70 % delle scene sono state girate nel teatro di posa di Ciencittà 3. Il resto delle scene, in esterni o interni al lago di Campagnano, al bosco del Fuscolo a Frascati, in un antico casale ad Est di Roma e all’Eur. Gli studi TV sono di TVR Voxon. La post produzione effettistica è stata curata da Proxima e il montaggio avid a Cinecittà 3. Il film è stato girato in, pellicola kodak 35mm con materiali, macchinisti e elettricisti di Ciak Italia.

La produzione è durata sei settimane di lavorazione, e altre otto fra post-produzione.